Tussilago farfara, nel nome l’indicazione d’uso. Per una scelta consapevole. Phytochemicals ed evidenze scientifiche for interesting health beneficial effects

Pianta erbacea perenne (può riprodursi anche per seme), colonizzatrice di terreni umidi,1.jpg argillosi, ambienti ruderali, margini di corsi d’acqua, bordi di strade, dalla pianura alla zona montana e subalpina.
Specie provvista di rizoma orizzontale da cui a fine inverno-inizio primavera si dipartono gli scapi fiorali, alti 10-30 cm, non ramificati, tomentoso-biancastri, eretti ad inizio antesi, altrimenti inclinati o anche riflessi e penduli, provvisti di piccole foglie più o meno appressate, verdi-rossigne e di un capolino protetto da squame lineari disposte in un’unica serie.
Capolino giallo-leggermente aranciato, fiori al centro tubulosi ed ermafroditi funzionalmente maschili, alla periferia ligulati e femminili.
Foglie basali direttamente dal rizoma dopo la fioritura, picciolate, cuoriformi alla base, ovato suborbicolari, talora poligonali, irregolarmente angolose o dentate con denti a punta nera, accrescenti durante l’estate, verdi, presto glabrescenti nella pagina superiore, più a lungo bianco-cotonose nell’inferiore.2.jpg
Cipsele subcilindriche di 3-5 mm, con coste e con pappo bianco sericeo [1].
Secondo la tradizione popolare il nome del genere Tussilago: Tussis: tosse e Ago: agire testimonia la motivazione d’uso. Infatti i capolini e le foglie [2-3] godono di proprietà antiinfiammatoria sulle vie respiratorie con azione bechica, espettorante, emolliente, astringente, lenitiva e decongestionante nei casi di catarro bronchiale con tosse e raucedine, raffreddore, influenza, laringite, tracheite e bronchite. L’azione antiinfiammatoria sembra dovuta al composto sesquiterpenico tussilagonone [4], mentre l’azione demulcente sembra dovuta alla mucillagine, capace di lenire l’irritazione dell’ambiente orale.
Si è impiegata pure a mo’ di tabacco in sigarette medicinali per alleviare la sintomatologia asmatica con scarso successo in quanto il fumo può irritare ed esarcerbare la condizione precaria delle vie respiratorie.
3.jpgLa tradizione popolare ricorre alle foglie fresche pestate o al succo da esse ricavate per impacchi topici antiinfiammatori e lenitivi su scottature, irritazioni e ferite lievi. Nell’acqua del bagno agiscono come lenitivo in caso di cute pruriginosa. A tal proposito si legge in uno studio condotto in Bulgaria che the fresh crushed leaves are used for external application for the treatment of wounds, burns, injuries, inflammation of the eye, based on the antibacterial and anti-inflammatory properties of the plant [5].
Questa pianta contiene inulina, mucillagini, tannini, carotenoidi, flavonidi come quercetina [6], rutina e kaempferolo, derivati fenolici come acido caffeico, acido ferulico, 4.jpgacido caffeilchinico e acido clorogenico [7], alcaloidi pirrolizidinici (senkirkina, tussilagina, necina 1,2-insatura [8]), esteri sesquiterpenici quali il farfaratin [9], il bisabolene epossido e il tussilagonone (TGN) [4]. To guarantee the clinical effect, rachis should be picked out before use [10]. Vi è una studio in cui coltsfoot leaves (Farfarae folium) are used in the European medicine in respiratory tract diseases, for cough, bronchitis and asthmatic disorders, while in the traditional Chinese medicine only flower buds (Farfarae flos) have been recognized as a medicine [11].
5.jpgQualche bocciolo all’antesi secondo la tradizione arricchisce con il suo colore giallo e con il suo sapore leggermente amarognolo-anisato le misticanze primaverili. Nelle misticanze entra pure qualche foglia appena emerge dopo la fioritura. Le foglie tenere possono entrare anche nel misto di erbe selvagge da cuocere e assieme ad altre specie nelle zuppe di antico retaggio contadino.
I fiori essiccati, lasciati macerare in acqua calda, danno una bevanda profumata, rinfrescante e dissetante, per nulla disagevole al palato, nonostante il sapore amarognolo.6.jpg

Avvertenze

Questo scritto vuole informare e orientare il lettore verso scelte nutrizionistiche consapevoli, non intende assolutamente proporsi come guida di una qualsiasi indicazione7.jpg
e, tanto meno, di una qualsiasi prescrizione di carattere dietetico e/o medico. Questa pianta, oltre a provocare nei soggetti particolarmente sensibili reazioni allergiche, può, alla luce delle recenti acquisizioni scientifiche, essere causa di danni alla salute. Si tratta di una pianta che la tradizione popolare non considera assolutamente tossica, però l’indagine scientifica degli ultimi decenni ritiene che gli alcaloidi, in particolare la senkirkina, godino di potenzialità epatotossica [12]. Data l’attuale incertezza sulla sicurezza del ricorso a tale pianta however, restrictions in intake of pyrrolizidine-containing herbs and further investigations were recommended because of paucity of data on toxicity assessment in human [12]. D’altra parte gli alcaloidi pirrolizidinici possono, comunque essere causa di potenziali reazioni avverse, da non sottovalutare. Dato che il ricorso ai rimedi a base di erbe deve presentare la sicurezza d’uso, è doveroso da parte delle Autorità competenti mettere in atto adeguate misure per proteggere la salute, garantendo che tutti i farmaci a base di erbe siano sicuri e di qualità adeguata [13]. Pertanto sembra giusto che la Farfara non venga per questa dubbia sicurezza contemplata nel Decreto ministeriale del 27 Marzo 2014 che regola la Disciplina dell’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali. Anzi i capolini, le foglie e la radice di Tussilago farfara entrano nell’Elenco degli Estratti Vegetali non ammessi 8.jpgnegli Integratori Alimentari. D’altra parte anche la Food and Drug Administration (FDA) classifica la Farfara come una pianta di undefined safety, in quanto prolonged use of the plant; it may increase blood pressure and pose a risk of carcinogenicity, hepatotoxicity, or mutagenicity [14]. Nonostante siano noti questi gravi effetti da parte di tali alcaloidi, l’impiego della droga alle dosi normalmente prescritte non provoca il rischio di intossicazioni acute perché gli alcaloidi che si solubilizzano in mezzi acidi passano negli idroliti (infusi e decotti) in concentrazioni estremamente modeste. A conti fatti questa cura9.jpg apporta meno di dieci ng di alcaloidi pirrolizidinici per kg di peso corporeo: un decimillesimo della dose carcinogena nel ratto [8]. Comunque una ricerca scientifica condotta sui ratti suggerisce
che the carcinogenicity of coltsfoot is most probably due to senkirkine, a hepatotoxic pyrrolizidine alkaloid [15].

Giovanna Masini

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Bibliografia

[1] Pignatti Sandro, Flora d’Italia, Edagricole, Bologna, 2002

[2] M. Silano, V. Silano, Prodotti di origine vegetale in alimentazione, cosmetica, erboristeria e 10.jpgmedicina, Aspetti normativi, scientifici e tecnici relativi a qualità, sicurezza ed efficacia dei diversi usi delle piante officinali in Italia e nell’Unione Europea, Tecniche Nuove, Milano, 2006

[3] F. Capasso, R. De Pasquale, G. Grandolini, N. Mascolo, Farmacognosia, Farmaci naturali, loro preparazioni ed impiego terapeutico, Springer-Verlag Italia, Milano, 2004

[4] Lee J, Kang U, Seo EK, Kim YS, Heme oxygenase-1-mediated anti-inflammatory effects of tussilagonone on macrophages and 12-O-tetradecanoylphorbol-13-acetate-induced skin inflammation in mice, “International Immunopharmacology”, 2016;34:155-64

[5] Anely Nedelcheva, Nadezhda Kostova, Atanas Sidjimov, Pyrrolizidine alkaloids in Tussilago farfara from Bulgaria, “Biotechnology & Biotechnological Equipment”, http://dx.doi.org/10.1080/13102818.2015.104714911.jpg

[6] Kim MR, Lee JY, Lee HH, Aryal DK, Kim YG, Kim SK, Woo ER, Kang KW, Antioxidative effects of quercetin-glycosides isolated from the flower buds of Tussilago farfara L, “Food and Chemical Toxicology”, 2006;44(8):1299-307

[7] Wu D, Zhang M, Zhang C, Wang Z, Flavonoids and phenolic acid derivates from flos farfarae, “Zhongguo Zhong Yao Za Zhi”, 2010;35(9):1142-4

[8] A. Formenti, Alimentazione e fitoterapia, Metodologia ed esperienze cliniche, II Edizione, Tecniche Nuove, Milano, 2010

[9] Wang CD, Takayanagi H, Mi CF, Qiao BL, Yang J, Zheng QT, He CH, Chemical studies of flower buds of Tussilago farfara L, “Yao Xue Xue Bao”, 1989;24(12):913-6

[10] Li ZY, Zhi HJ, Xue SY, Sun HF, Zhang FS, Jia JP, Xing J, Zhang LZ, Qin XM, Metabolomic profiling of the flower bud and rachis of Tussilago farfara with antitussive and expectorant effects on mice, “Journal of Ethnopharmacology”, 2012,6;140(1):83-90

[11] Justyna Chanaj-Kaczmarek, Matgorzata Wojcińska, Irena Mattlawska, Phenolics in the Tussilago farfara leaves, “The Journal of Institute of Natural Fibres and Medicinal Plants”, 2014, Vol. 59, Issue 1, Pages 35-43

[12] Martins Ekor, The growing use of herbal medicines: issues relating to adverse reactions and challenges in monitoring safety, “Frontiers in Pharmacology”, 2013;4:177

[13] F. Firenzuoli, F. Epifani, Le insidie del naturale: Guida all’impiego sicuro e corretto delle piante medicinali, Edizioni LSWR, Milano, 2017

[14] Drugs.com Know more. Be sure.

[15] FDA Poisonous Plant Database: https://www.accessdata.fda.gov/scripts/plantox/

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